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16-11-2016, 18:40 • Venafro • Politica

Stop al business degli immigrati

Di Giacomo (CasaPound): "I molisani non hanno il ‘dovere di accogliere', ma il diritto di veder chiusi i centri di accoglienza sulla loro terra"

Sì è svolta nel pomeriggio di ieri la conferenza stampa organizzata da CasaPound Italia e dai residenti del condominio di Via Buonarroti 38, per denunciare le conseguenze per la cittadinanza del business dell'immigrazione, dopo l'insediamento di 15 clandestini in un appartamento dello stabile. La conferenza stampa, cui hanno partecipato il responsabile di CasaPound Italia per la provincia di Isernia Agostino Di Giacomo, il consigliere comunale di CasaPound Italia per il Comune di Isernia Francesca Bruno, il Sindaco di Conca Casale Luciano Bucci ed esponenti della minoranza consiliare del comune di Venafro e dell'associazionismo locale, si è svolto nell'androne del condominio, che per l'occasione si è riempito di gente.
"Con questa conferenza stampa abbiamo voluto lanciare un messaggio chiaro, condiviso dalla totalità dei partecipanti: non è accettabile che l'autorità prefettizia prosegua con un meccanismo, quello dei bandi per accoglienza, che si è trasformato in un business per pochi privati e cooperative, ma che espone i cittadini a seri rischi sul piano sanitario e della sicurezza. La vicenda dei 15 clandestini stipati in un appartamento di meno di 100 metri quadri in assenza delle più elementari norme di sicurezza ed igiene è emblematica delle storture di un sistema che non punta ad altro che al guadagno". Così Agostino Di Giacomo in una nota.
"Il Molise, la più piccola delle Regioni italiane, ed una delle più povere - prosegue Di Giacomo - ha superato di ben quattro volte il numero massimo di immigrati in rapporto alla popolazione previsto dall'accordo tra ANCI e Ministero dell'Interno raggiunto questa estate. Ferma restando quindi la nostra opposizione di principio al sistema dell'accoglienza sul nostro suolo ed a nostre spese di individui in massima parte privi delle qualifiche per lo status di rifugiato e giunti in Italia non per fuggire dalla guerra, ma per fare la bella vita a spese dei contribuenti, è evidentemente come la situazione in Molise non sia più sostenibile, e sta scatenando reazioni da parte della popolazione e degli amministratori locali. A tal proposito, auspichiamo che nessun sindaco, ad iniziare da quello di Sant'Elena Sannita, ceda a quelle che si presentano come prevaricazioni da parte del Prefetto, appoggiando l'apertura di nuovi centri sul loro territorio. I molisani non hanno nessun ‘dovere di accogliere', ma il diritto di veder chiusi i centri di accoglienza sorti come funghi sulla loro terra per nessuna ragione se non ingrassare le tasche di un ristretto numero di individui".

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