Come sta la giustizia italiana? Il caso del "pm in esilio" letto e interpretato da Adelchi Battista • Prima Pagina Molise
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12-05-2014, 0:35 • Campobasso • Politica

Come sta la giustizia italiana? Il caso del "pm in esilio" letto e interpretato da Adelchi Battista

Lo scrittore Adelchi Battista
Lo scrittore Adelchi Battista
 
di Adelchi Battista*

Dice ‘red' su Prima Pagina Molise di non sapere ‘con certezza con chi ce l'abbia lo scrittore molisano Adelchi Battista' a proposito del mio post sul trasferimento di Fabio Papa. Urge perciò farsi capire, essendo così poche le occasioni in cui tentiamo maldestramente di metterci in mostra, ed essendo così tante le cose che vorremmo dire, tanto che abbiamo bisogno, ogni volta di centinaia e centinaia di pagine, rischiando tra l'altro querele e chiamate di correo, essendo questa piccola regione un covo di serpi velenose pronte ad azzannarti alle spalle.

Proviamo perciò a partire dall'inizio, che in realtà è la fine della storia: il Pubblico Ministero Fabio Papa è stato trasferito, in modo credo ormai irrimediabile, a Rovigo, da parte del CSM. Le cause del trasferimento non le conosciamo, scrive bene l'articolista, possiamo solo supporle, possiamo provare a immaginarle. Un bell'indizio starebbe proprio sulla pagina Facebook dell'interessato, in cima in cima: Esilio. Poi, a scorrere la pagina, ce ne sono parecchi altri, e ce n'è uno che secondo me è più illuminante di tutti. È la citazione di ‘Sogno numero due' di Fabrizio De André, che recita così:
una volta un giudice come me/ giudicò chi gli aveva dettato la legge:/ prima cambiarono il giudice/ e subito dopo la legge.

Perché mi colpisce particolarmente quest'ultima citazione? Perché secondo la mia modesta opinione i fatti occorsi nella nostra regione in questo ultimo anno e mezzo dovrebbero indurci a ragionare su questioni di portata molto più ampia. Cosa abbia portato all'allontanamento di Fabio Papa credo di averlo individuato in un mio precedente scritto, sul quale non tornerò. Voglio precisare (perché non bisogna mai smettere di precisarlo) che io in galera non ci voglio vedere nessuno, che tutti sono innocenti fino all'ultimo grado di giudizio, e che ad ognuno dovrebbe essere consentito di proseguire il proprio lavoro, buono o cattivo che sia. Non ragionerò quindi sull'incompatibilità ambientale di Fabio Papa, né su quella del questore Pozzo, o del procuratore D'Alterio e meno che mai del governatore della regione Frattura. Ragionerò su questioni un po' più astratte, che richiedono un ragionamento diverso.

32 anni fa, in una borsa sequestrata a Maria Grazia Gelli, i magistrati trovarono alcune pagine dattiloscritte nelle quali si prefigurava un piano per la riorganizzazione o la ‘rinascita democratica' dello stato italiano. Fu uno scandalo che ancora oggi mette paura a tutti, anche se la stragrande maggioranza dei punti di quel piano sono stati attuati, senza che nessuno abbia mosso un dito, sicché o quel piano era geniale, oppure ci siamo tutti rincoglioniti in modo definitivo. Ma al di là delle corbellerie del piano stesso, c'era un punto sul quale per molto tempo ci si è interrogati senza giungere peraltro a soluzione. Questo perché il piano, passato alla storia come ‘Piano di rinascita democratica', era redatto da un signore che si chiamava Francesco Cosentino, figlio di Ubaldo Cosentino, ex direttore dei servizi tecnici della Camera dei Fasci e delle Corporazioni. (Ubaldo Cosentino, per capirci, era l'uomo che aveva organizzato la fuga di Dino Grandi dopo il 25 luglio, facendogli trovare un aereo a Guidonia per portarlo in Spagna). La cosa è particolarmente intrigante, perché a pagina 11 del ‘Piano' di Gelli - Cosentino, c'è scritto che uno degli obiettivi a lungo termine è quello di separare le carriere dei magistrati inquirenti da quelli giudicanti. Che strano: fu proprio Grandi a vantarsi con Mussolini del fatto che il giudice Rocco aveva riunito una volta per tutte le carriere dei giudici, eliminando quella fastidiosa separazione dei poteri che tanto danno poteva arrecare al nuovo stato fascista. Com'è possibile che il Piano di Gelli - Cosentino, uno fascista proprio e l'altro democristiano figlio di fascista grandiano proponesse proprio una norma di chiara marca liberale e antifascista? È uno dei tanti misteri gloriosi della nostra Repubblica.

Perché questa lunga, verbosa e pesante premessa? Per dire che se l'Italia, come tutti quei paesi ove vige il processo di tipo accusatorio, adottasse la separazione delle carriere tra la Magistratura giudicante e quella inquirente, prima di tutto ci si libererebbe di questa odiosa spada di Damocle che paventa sempre la dipendenza della Magistratura dal potere politico. In secondo luogo aumenterebbero le garanzie per l'imputato, laddove il giudice sarebbe veramente una figura terza e imparziale, non avendo lavorato a fianco del PM nell'introduzione delle prove a carico. Infine gli organi di autogoverno e di controllo sarebbero diversi, un CSM per i giudici e un CSM 2 per i Pubblici Ministeri. Quindi, per tornare al nostro piccolo, solo il CSM 2, quello dei Pubblici Ministeri, avrebbe potuto prendere in esame il caso del nostro Fabio Papa, attivando così una procedura di giudizio ben più imparziale di quella che invece lo ha trasferito a Rovigo per incompatibilità ambientale, una incompatibilità che nessuno ha mai rilevato finché in Molise non è cambiato il governo, e che per questo e proprio per questo bisognava trattare con la massima delicatezza, tutelando certo l'ordine costituito, ma anche la libertà di giudizio e di lavoro del Pubblico Ministero. Invece qui il PM ha perso su tutti i fronti, sbattuto sul Po per il solo fatto di aver svolto delle indagini assegnategli dalla Procura, non inventate da lui.
Quello che io chiedevo nel mio post (chiedendolo non a un fantomatico candidato, ma ai candidati veri alle nostre elezioni comunali ed europee) era proprio un pensiero su questa questione, e in generale sullo stato della giustizia italiana, un tema che la sinistra ha ormai abbandonato da anni, lasciandolo completamente in balia della destra, che lo ha viziato con tutti i problemi giudiziari del suo capo indiscusso. Adesso che ci sono decine di trasfughi del centro destra nelle file del PD potrebbe anche essere il momento di riscoprire un po' di sensibilità sul tema.

*scrittore

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