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09-08-2016, 10:39 • Campobasso • Politica

I cacciatori difendono il calendario venatorio

Le doglianze del WWF sono assolutamente prive di pregio e devono essere integralmente disattese

Duole rilevare che, purtroppo, ancora una volta il WWF, anziché collaborare fattivamente nella gestione delle risorse faunistiche, si lascia andare a polemiche capziose, sterili e prive del benché minimo supporto normativa e documentale. Il W.W.F. lamenta una presunta violazione della direttiva "Uccelli" senza però peritarsi di indicare la norma eventualmente elusa.
Lamenta, altresì, la mancata sottoposizione del calendario alla valutazione d'incidenza; valutazione che, contrariamente a quanto ex adverso dedotto, è prevista solo per i piani faunistici venatori provinciali e per quello regionale (per inciso per questi ultimi è stata regolarmente effettuata). In realtà il calendario venatorio, così come predisposto dalla struttura regionale anche alla luce delle osservazioni formulate dall'ISPRA, risulta essere rigorosamente rispettoso della normativa italiana e comunitaria vigente.
Anzi, relativamente a specie cacciabili e periodi, per molte specie sono stati stabiliti degli archi temporali decisamente inferiori a quelli previsti dall'art. 18 della legge 157/92.
Relativamente alla caccia alla beccaccia il citato articolo 18 l. 157/92 prevede che la caccia alla beccaccia può essere esercitata dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio, tant'è che due recentissime pronunce del TAR Liguria n. 105/2016 e del Tar Toscana n. 390/2016 hanno puntualmente precisato che le regioni possono prevedere la chiusura della caccia alla beccaccia al 31 gennaio quando sono in possesso di attendibili dati scientifici.
Ebbene il WWF finge di ignorare che gli A.T.C. nn. 1 e 2 del Molise hanno adottato con la Regione Molise e con l'Ispra un protocollo per il monitoraggio della beccaccia, effettuato attraverso l'uso dei cani nel periodo primaverile e radio-tracking di due esemplari di beccaccia. Dal monitoraggio effettuato nel 2016 risulta, in modo incontrovertibile, che in Molise le beccacce ripartono la prima decade di aprile.
Alla luce di quanto sopra riportato si rileva che il mese di gennaio non viene considerato come periodo di migrazione prenuziale, sicché nulla osta all'esercizio dell'attività venatoria. Peraltro la Regione Molise ha attivato nelle ultime stagioni venatorie una strategia con la quale:
- ha diminuito il carniere giornaliero consentito per cacciatore, stabilendo n. 3 capi nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2016, n. 2 capi dal 1 gennaio al 19 gennaio 2017 e n. 1 capo dal 21 gennaio al 30 gennaio 2017;
- nel periodo 1 gennaio 30 gennaio 2017 si è riservata la facoltà di chiudere la caccia al verificarsi delle sotto riportate condizioni:
1. mantenimento delle temperature medie al di sotto dello zero termico per oltre 4 giorni consecutivi;
2. presenza continuativa di copertura nevosa al di sotto dei 300 metri s.l.m. per più di tre giorni;
3. presenza uniforme di terreni innevati sul livello del mare oltre le 48 ore.
Ciò posto e considerato che, come detto, il WWF invoca direttive comunitarie che non sarebbero state rispettate, è opportuno evidenziare che negli altri paesi della Comunità Europea la caccia alla beccaccia si protrae sino al 20 febbraio (Francia, Spagna, Corsica, ecc.) senza che nessuna associazione ambientale abbia nulla da ridire.
In conclusione appare evidente che le doglianze del WWF sono assolutamente prive di pregio e devono essere integralmente disattese.

Federazione Italiana della Caccia (F.I.D.C.), Associazione Nazionale Libera Caccia (A.N.L.C.), Arcicaccia, Enalcaccia e Italcaccia

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