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08-11-2016, 10:59 • Campobasso • Curiosità

Cinque milioni di visualizzazioni per 'Webbastardo'

Spopola in rete il finto 'predicatore'. I cybernauti e lo scrittore Adelchi Battista lo esaltano. E' il nuovo Masaniello

Foto Ansa
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La rabbia e lo sfogo, in una Rete che dimostra, suo malgrado, di non saper più distinguere. Che prende per buono e soprattutto per vero quel grido di dissenso violento che ricomprende il proprio. Un successo di consensi e partecipazione oltre misura e oltre immaginazione per un esperimento nato "per gioco" e finito "in tragedia" o quasi, visto che è stato necessario correre ai ripari, e cioè spiegare al popolo del web che era tutta una presa in giro. Per giunta del popolo del web stesso.

Cinque milioni di visualizzazioni, migliaia e migliaia di commenti furiosi ai tre video ricompresi nella collana postuma "Operazione webbastardo", titolo legato all'esigenza di dover dire: "Scusate, era tutta una farsa, internet può diventare un luogo di confusione pericolosa. Noi volevamo fare satira". Noti, affermati e seguitissimi per la parodia in salsa molisana della Banda della Magliana, a Campobasso e dintorni "Banda della Masciona", i protagonisti della serie lanciano in Rete, attraverso i social network, tre tracce del qualunquista/demagodo/populista 2.0, ideato e interpretato da Pippo Venditti, ed è subito condanna: del sistema, della politica, dell'ignota istituzione che "mangia e ha sempre mangiato". Sistema dunque "da mandare a casa, basta: reagire è un dovere", per stare ai commenti dei social più morbidi.

Venditti mostra un clochard ridotto così dalla Fornero e da Renzi "dopo - urla lui scandalizzato - 40 anni di lavoro", contesta Roberto Benigni per "essersi venduto al potere" semplicemente per avere in cambio la possibilità di cenare con Obama e, apoteosi dei luoghi comuni, inveisce davanti al Municipio di Campobasso contro un fantomatico assessore regionale che ha parcheggiato la sua auto blu nel posto dei disabili. Nemmeno l'effetto iperbolico della parolaccia a Benigni o della contestazione diretta al politico, nemmeno l'idiozia di sostenere che 40 anni di lavoro non danno diritto alla pensione hanno indotto i milioni di spettatori delle clip a sospettare che si trattasse della loro caricatura. Dell'urlo senza ragione di quel ventre molle del Paese oggi così dilagante proprio grazie al sistema dei social. "Un effetto a catena quasi impossibile - spiega Venditti all'ANSA - che non avevamo preventivato e che ci ha spinti a fare un altro video per spiegare le nostre intenzioni".

Sapientemente anticipate dallo scrittore molisano Adelchi Battista. E' lui il primo a cogliere pubblicamente la gravità di tutto e a scrivere sulla "follia generale che cerca e pensa di avere trovato il nuovo Masaniello o il nuovo demonio da bruciare sul rogo". "In questo senso - conclude Battista - lo scopo è perfettamente raggiunto". Malgrado le lucide intenzioni degli autori. (Fonte ANSA)

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