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20-03-2017, 9:29 • Campobasso • Politica

Poche amministratrici negli enti locali

Per i comuni con una popolazione superiore ai 3mila abitanti la legge 56 del 2014, la cosiddetta legge Delrio, al comma 137 dell'art. 1 prescrive: "Nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico".

Per misurare gli effetti della norma Openpolis ha preso in considerazione i 67 capoluoghi di provincia andati al voto dopo la sua entrata in vigore. E sulla genericità di "arrotondamento aritmetico" si è inserito un primo gruppo di organi locali, che non raggiunge il 40% di donne o uomini in giunta, ma assimila a questo valore qualsiasi percentuale superiore al 30. Una modalità di conteggio che è una interpretazione "estensiva" della norma, la quale viene dunque applicata non alla lettera ma in maniera un po' forzata.

Fra i comuni osservati, infatti, 15 hanno una quota di assessore che va dal 30 al 40% e dunque si può dire che rispettino la norma solo "alla larga". In altri 11 casi la legge non è rispettata, poiché la quota di donne (e in un solo caso di uomini) è troppo bassa persino per avvicinarsi solo vagamente all'equilibrio stabilito dalla legge. In 41 di questi comuni si può dire che il peso di uomini e donne è bilanciato, poiché le donne in giunta sono tra il 40 e il 60% dei componenti.

La Regione Molise. Nel dossier Openpolis il Molise è citato come pessimo esempio poiché, come denunciato da anni ormai, nella giunta regionale guidata da Paolo Frattura non troviamo nemmeno una donna. Ci sono tre prime ministro in Europa - Angela Merkel (Germania), Helle Thorning-Schmidt (Danimarca) e Kolinda Grabar-Kitarovic (Croazia) - più varie regine con ruoli di rappresentanza, ma nessuna quota rosa in via Genova: "Il Molise si segnala per la totale assenza femminile nella giunta regionale, mentre la Campania eccede in senso opposto con 6 assessore su 9 (66,67% del totale)".

Fanno meglio le città capoluogo di Campobasso e Isernia. Antonio Battista ha scelto Bibiana Chierchia come vicesindaco, Emma De Capoa per la Cultura, Alessandra Salvatore alle Politiche sociali mentre Marialaura Cancellario è vicepresidente del consiglio comunale.

Giacomo D'Apollonio non è stato da meno. Dei sette assessori comunali isernini, tre sono donne (Emanuela Gugliemi, Maria Antonella Matticoli e Sonia De Toma).

Resta l'assurdo di un partito, il Pd, che ricorre alle liste bloccate e all'alternanza di genere nelle consultazioni interne, salvo poi ignorare una legge varata dal ‘suo' ministro Del Rio. Perché il Molise non è una regione per giovani ed, evidentemente, nemmeno per le donne.

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