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28-04-2017, 15:55 • Campobasso • Cultura

Teatro e cultura, per Fondazione e delegato è una questione di soldi

L'attore e regista Stefano Sabelli
L'attore e regista Stefano Sabelli

Una Fondazione e un delegato che perdono colpi. E perdono una occasione per riscattarsi. E se Stefano Sabelli a qualcuno e anche a più di qualcuno non è mai piaciuto troppo, ecco che adesso #siamotuttistefanosabelli. Convinti e felici di esserlo.

Nasce una mobilitazione spontanea, bellissima, dilagante, partecipata da persone comuni e personaggi famosi, intellettuali veri e anche presunti tali, molisani e non, a sostegno del Teatro del Loto, il tempio dell'arte creato da Sabelli a Ferrazzano, e i vertici della Fondazione Molise Cultura, insieme al consigliere regionale Nico Ioffredi, tutti espressione diretta o indiretta del locale governo del centrosinistra (collocazione che accentua la gravità del fatto), anziché cogliere il movimento popolare come una grande opportunità per ravvedersi e ammettere: "Abbiamo fatto un errore, ora cambiamo passo", si indispettiscono, prendono carta e foglio e fanno un errore ancora più grande: rinfacciano a Sabelli di aver preso soldi dalla Regione.  E chi, tra cda della Fondazione Molise Cultura e delegato, ha redatto la replica al sostegno di questi giorni, probabilmente certo di suscitare lo sdegno dell'opinione pubblica, non solo non ha centrato l'obiettivo ma ha favorito l'avversario.

Spettacolo al Teatro del Loto di Ferrazzano
Spettacolo al Teatro del Loto di Ferrazzano

Il Molise e non solo con i suoi nomi migliori si è attivato, ha sposato la causa del Teatro del Loto e contestato alcune scelte politiche e amministrative degli ultimi anni di imperante grigiore culturale in Molise, dove per assoluta assenza di cose belle la rassegna Poietika è finita per assurgere a un essenziale successo senza alternativa, come l'ultima goccia di ossigeno in bombola.

Tra Fondazione Fmc e Sabelli non corre buon sangue, lo sanno anche i bambini. Finiti alla gogna da parte di chi si domanda perché e come mai il migliore, e si sottolinea qui il migliore, operatore culturale del Molise, un artista riconosciuto tale da tutti, sia tanto boicottato, quelli della Fondazione la buttano a soldi. Del resto, che cosa aspettarsi da chi dovrebbe favorire la cultura? Una risposta di merito? No, meglio la solita risposta da ragionieri. Come si fa a dire esplicitamente: Sabelli non mi piace, lo voglio azzoppare e di fatto l'ho azzoppato?

La cultura non è merce. La cultura non è soldo, la cultura ha bisogno di soldi, come tutte le imprese private e pubbliche.  Che la Fondazione tiri fuori questa ovvietà pensando di fare la bella figura è semplicemente avvilente. Scrivere l'elenco dei finanziamenti concessi non fa onore a chi l'ha stilato. È un atto volgare, solo questo.

Intanto perché se Stefano Sabelli ha ricevuto dei soldi pubblici dalla Fondazione, aveva i requisiti per averli, ha prodotto spettacolo, ha portato vita, luce, anima e cuore sul suo palco per l'arricchimento culturale degli spettatori. Se non li aveva e li ha ricevuti come la Fondazione vorrebbe quasi suggerire per beneficenza o compiacenza, si portino i libri alla Corte dei conti.
Il tentativo di sbugiardare Sabelli non è solo maldestro, è di pessimo gusto.
Perché la Fondazione Molise Cultura con il consigliere delegato non propongono l'elenco dei contributi alle imprese edili che fanno i marciapiedi o alle aziende che possono rispondere a un bando?

Portare in piazza i contributi al Teatro del Loto con l'intento di mostrare i peccati di Sabelli è un gioco fine a se stesso. Li poteva prendere o no? Questo deve dire la Fondazione.

Stefano Sabelli ha costruito con l'aiuto dei contributi pubblici una officina di emozioni. Il pubblico gli è ancora grato per gli spettacoli che è riuscito a portare in Molise. Nomi strabilianti che nessuno più ha proposto allo spettatore molisano. È un artista e un direttore artistico che ha dato al Molise, non ha tolto. E se la Regione ha concesso a Stefano Sabelli contributi pubblici, non ha fatto che il suo dovere: niente di più.

Il pubblico al Teatro Savoia di Campobasso
Il pubblico al Teatro Savoia di Campobasso

Il punto più basso è sostenere da parte della Fondazione il presunto flop degli spettacoli di Sabelli. Perché si tace sui pienoni di Sabelli? Perché si tace sul fatto che l'unico teatro che non ha ospitato La Locandiera di Sabelli (tutte le sere sold out per settimane) sia stato il Teatro Savoia, di proprietà o di gestione della Fondazione Molise Cultura, guarda un po'?

Per chi ha poca memoria, anche alla Fondazione, vale pena ricordare che lo splendido teatro di Campobasso prima che Sabelli si inventasse l'indimenticabile Primavera Teatrale era ridotto a cinema porno. Se è risorto non è stato merito della Fondazione Molise Cultura né del delegato.

In tutto questo Frattura che fa? Condivide come sempre le scelta del suo cda?

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