Processo di Bari, Petescia e Papa assolti: "Il fatto non sussiste" • Prima Pagina Molise
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04-05-2017, 15:13 • Campobasso • Cronaca

Processo di Bari, Petescia e Papa assolti: "Il fatto non sussiste"

"Assolti perchè il fatto non sussiste". E' questo il verdetto emesso questo pomeriggio alle 15 dal giudice Antonio Diella al termine del processo celebrato a Bari con il rito abbreviato per la vicenda del presunto ricatto ai danni del presidente della Regione Paolo Frattura. Assolti dunque i due imputati, il magistrato Fabio Papa e la giornalista Manuela Petescia. 

Il processo si è celebrato a Bari perché sede del Tribunale competente a discutere procedimenti che riguardino magistrati in servizio a Campobasso. Si erano costituite parti civili Regione Molise, presidenza del Consiglio dei Ministri, presidente Frattura e ex questore di Campobasso Giancarlo Pozzo. La tesi dell'accusa era che pm e giornalista, durante una cena, avrebbero chiesto a Frattura una legge per l'editoria e finanziamenti a sostegno di Telemolise, minacciando, in caso di rifiuto, ripercussioni giudiziarie e una campagna denigratoria. Una tesi caduta con la sentenza emessa questo pomeriggio dal giudice pugliese che ha assolto con formula piena i due imputati. Il procuratore Drago aveva chiesto la condanna a 4 anni per Papa e a 2 anni e 8 mesi per la Petescia.

Alla lettura del verdetto, avvenuta dopo tre ore di camera di consiglio, erano presenti, nel palazzo di giustizia pugliese, tutti i protagonisti della vicenda. Le motivazioni saranno rese note entro novanta giorni.

Frattura, rispetto la sentenza - "Rispetto la sentenza emessa dal giudice del tribunale di Bari. Resto convinto di aver agito come era mio dovere fare: i fatti così come accaduti andavano rappresentati a un magistrato per la gravità che suggerivano. E io l'ho fatto". Così il governatore Paolo Frattura commenta il verdetto di Bari. "Evidentemente - prosegue - il giudice non ha ravvisato in essi quei profili di reato che invece vi ha riconosciuto il procuratore di Bari. Prendo atto della decisione, lo ripeto, con assoluto rispetto. So di aver agito con scrupolo e coscienza per circostanze che andavano denunciate e che non mi risulta siano state ritenute non vere".

Petescia, emerse tutte le menzogne - "Le menzogne mirate a distruggere Telemolise e ad annientare il magistrato che indagava sulla Biocom sono emerse in tutta la loro vergogna". Così la giornalista Manuela Petescia commenta la sentenza. Petescia preannuncia inoltre per domani, venerdì 5 maggio, una conferenza stampa a Campobasso alle 16.30 dei suoi avvocati e dei difensori dell'ex pm Fabio Papa. Proprio uno dei legali, Arturo Messere, esprime la sua soddisfazione per il verdetto: "Ho sempre sostenuto l'innocenza del dott. Papa e della dottoressa Petescia - afferma - e la decisione di oggi è il riscontro oggettivo di quanto ho sempre affermato e che come me ha ritenuto un giudice intelligente, colto e sereno che fa onore alla giustizia italiana".

Centrodestra chiede dimissioni - 
"Oggi a Bari un giudice ha sentenziato che Frattura è un bugiardo. Il Molise non può permettersi un presidente che mente. Chiediamo le immediate dimissioni del governatore del Partito Democratico". E' quanto affermano in una nota i coordinamenti regionali dei partiti di centrodestra: Forza Italia, Fratelli d'Italia, Noi con Salvini, Idea Popolo e Libertà, Movimento Nazionale per la Sovranità, Azione Civica Molise".

Iorio, ombre su Frattura - Commenta il verdetto anche l'ex governatore Michele Iorio. "Le sentenze - scrive in una nota - non si commentano, si accettano. Eppure l'assoluzione del pm Fabio Papa e del direttore di Telemolise Manuela Petescia merita un'osservazione particolare. Io personalmente sono stato direttamente interessato all'esito della vicenda per il rapporto umano che mi lega a Manuela Petescia di cui conosco l'onestà e la dedizione al suo lavoro.Sono dunque felice per la mia amica di sempre, Manuela. Sono sempre stato convinto della sua innocenza turbata da accuse infamanti e deliranti. Esprimo soddisfazione anche per il pm Fabio Papa che si è sempre contraddistinto, sul piano professionale, per la sua integerrima condotta che mai mi ha fatto ipotizzare che potesse anch'egli essere accusato di un reato inesistente. Le considerazioni politiche che derivano da questa squallida vicenda vanno valutate con lucidità vista l'ombra che si abbatte sulla figura del presidente della Giunta regionale del Molise. Al momento resta la soddisfazione di vedere due persone innocenti ingiustamente accusate che hanno lottato e ottenuto giustizia".

Coscienza Civica, alleati cosa dicono? -
Il movimento "Coscienza Civica" interviene sulla sentenza di Bari. "Sul piano politico - si legge in una nota - questa storia segna una pagina nera per la nostra Regione: da chi siamo governati? Frattura e il suo avvocato di fiducia hanno mentito? E se si, perché?
Domande a cui probabilmente potremo dare una risposta leggendo le motivazioni, che attendiamo, da parte del giudice di Bari. Ma intanto possiamo già affermare che per ripristinare un clima di serenità politica ed evitare che le Istituzioni vengano travolte in una storia dalle tinte a dir poco oscure, in cui il confine tra i ruoli pubblici e gli interessi privati è sempre più sottile, le forze politiche si assumano la responsabilità di
dire la propria sulla vicenda. Non ci aspettiamo che Frattura rassegni le dimissioni, avendone conosciuto l'attitudine a schivare con disinvoltura le proprie responsabilità, arrivando ad ammettere perfino di aver firmato impegni senza leggerli. Ma il punto politico coinvolge anche i suoi alleati: che dicono?".

Assostampa, sollievo per proscioglimento -
Il proscioglimento di giornalisti in vicende giudiziarie è sempre un fatto positivo. Nel caso della sentenza di primo grado di Bari, evitando di entrare nel merito dei fatti, l'Associazione della stampa del Molise prende atto con soddisfazione che il direttore di Telemolise, Manuela Petescia, esca nel migliore dei modi dall'inchiesta". E' quanto afferma in una nota il sindacato molisano dei giornalisti. "Sollievo maggiore - prosegue - in quanto le accuse addebitate al direttore, benché connesse all'attività professionale, non riguardavano le solite condotte
diffamatorie, di cui i giornalisti sono chiamati spesso a rispondere. A Manuela Petescia, ai colleghi ed a tutta l'azienda le felicitazioni personali e del sindacato molisano".

Di Giacomo, intervenga Renzi - "Chi mente di fronte ad un magistrato può mai avere le qualità morali per ricoprire un ruolo pubblico così delicato?". È la domanda che il senatore Ulisse Di Giacomo rivolge al segretario nazionale del Pd, Matteo Renzi, all'indomani della sentenza di Bari. "In pratica - dice Di Giacomo - Frattura si è inventato tutto. Ma, a parte l'aspetto giudiziario già di per sé gravissimo - prosegue il senatore - può un individuo del genere continuare a guidare una regione?". Poi, rivolgendosi ancora a Renzi, chiede: "Lei si sente rappresentato da questa persona che parla anche in suo nome? Il Molise non merita questa umiliazione, pertanto invito tutti, ognuno per il suo ruolo, ad attivarsi affinché questa vergogna venga al più presto cancellata con la rimozione di Frattura dalla presidenza della Regione Molise e - conclude - l'immediato ritorno alle urne".

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