Comunicazione, in Molise non è roba da giovani. Frattura dà l'incarico a un over70 in pensione • Prima Pagina Molise
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23-07-2017, 11:06 • Campobasso • Politica

Comunicazione, in Molise non è roba da giovani. Frattura dà l'incarico a un over70 in pensione

"Non è un paese per vecchi", il capolavoro dei Fratelli Coen come parodia dell'editoriale di Primapaginamolise
"Non è un paese per vecchi", il capolavoro dei Fratelli Coen come parodia dell'editoriale di Primapaginamolise
Se l'Italia non è un paese per giovani come nelle ultime settimane hanno analizzato e denunciato tutti i più importanti quotidiani nazionali, il Molise di Paolo Frattura lo è ancora di meno. Lo dice l'ultimo ingresso a Palazzo voluto e deciso dal presidente della Regione e, con lui, dall'intera Giunta che ha approvato all'unanimità l'indicazione di un capo le cui scelte recenti richiamano quella politica d'antan di cui francamente nessuno sente nostalgia. Anzi.

A parte un'isolata sviolinata buttata lì a piè di pagina quasi a non voler dare troppo risalto a toni così celebrativi da suggerire in chi non sa né leggere né scrivere un'apologia da Bagaglino, dunque a parte la sola voce giubilante, con la stampa locale anche l'opinione pubblica molisana ha il suo dire sulla nomina del nuovo consigliere della comunicazione indicato dal governatore del Molise. Il prescelto nell'epoca dei social, di una Rete che impone un linguaggio fluido e mutevole, con mezzi tecnologici che si intrecciano, si superano e appassiscono nel giro di un attimo appena, che stargli dietro può riuscire soltanto a un adolescente, è Pasquale Passarelli, superati i 70 anni da un po'.

La nomina sta passando come un atto di sudditanza di Frattura al gruppo Patriciello. Questa è la lettura generalmente diffusa e condivisa. Salvo poi essere subito smentita, stavolta a bassissima voce, direttamente dall'entourage dell'europarlamentare: parrebbe infatti che per il prescelto/imposto a Frattura nessuno a Pozzilli si sia stracciato le vesti per lo spostamento a Campobasso. I commenti sussurrati sarebbero addirittura velenosetti. Che sia stato in qualche maniera "rifilato" al capo della Regione? Accanto a questo, irrompe poi la diceria che il professore Passarelli starebbe lì a controllare, con l'avallo ignaro, grato e felice del controllato, tutti i passi del governatore.

La giostra delle ricostruzioni è varia, non si ferma e nessuno scende per spiegare le ragioni di una scelta discutibile e non tanto o non solo sul piano politico.
Discutibile in realtà per un altro fattore: il dato anagrafico dell'incaricato, sicuramente già gratificato dalla vita negli anni passati. Davvero in tutto il Molise nessun altro come lui ma in età da lavoro per il ruolo consigliere della comunicazione? Davvero nessun altro come lui ma in età da lavoro capace e non garantito dalla strafortunata (al giorno d'oggi) posizione di pensionato?
Frattura lo ha dimenticato, ma lui rappresenterebbe il governo di centrosinistra che parla e si impegna in particolare sui temi del lavoro che non c'è, che mostra attenzione ai giovani e costruisce opportunità per loro. Compreso il mondo della comunicazione.

Tanto stona nella mossa sbagliata di Paolo Frattura che si dice renziano ma di renziano ha sempre meno, visto che l'ascesa politica del segretario nazionale del Pd si è irrobustita su un solo concetto: rottamazione. Frattura fa l'esatto contrario e prova a recuperare terreno pescando dalla Prima Repubblica (vedi il ritorno alla ribalta offerto a Remo Di Giandomenico). Quanto meno anacronistico, non c'è che dire, se si considera che i prossimi diciottenni che voteranno per la prima volta nemmeno sanno che cosa sia la Prima Repubblica e la gente più matura ha archiviato la pratica da quel dì.

Ordine, Sindacato, Giornalisti, Editori, tutti ci hanno messo la faccia per far capire che il settore dell'informazione/comunicazione, come ogni altro segmento del mondo produttivo soprattutto in questo Molise dai numeri sempre più ridotti, è in sofferenza assoluta.
Cronisti capaci pagati tre soldi, giornalisti di livello costretti a fare prevenduti, a sostituirsi agli agenti pubblicitari pur di campare, laureati con tanto di dottorato nel ramo mai considerati, creativi locali accreditati nelle più prestigiose società nazionali di comunicazione e completamente ignorati in casa, scrittori e autori di assoluto livello qui mai nemmeno menzionati: questo è il quadro che il presidente della Regione conosce, e bene. Ma lui, che formalmente ha la delega al lavoro, cosa fa? Anziché creare occupazione e provare davvero a recuperare un'immagine, la sua, in caduta libera, dà l'incarico a chi non ha necessità di uno stipendio.

Come se fosse un merito, dice e scrive in delibera che non lo pagherà, che si tratterà di un rimborso spese. E anche questo è sbagliato, profondamente sbagliato: il lavoro si paga, punto. Il lavoro degli altri non può essere un giochino funzionale a Frattura a dire: ho contenuto le spese di Palazzo. Se c'è pagamento dietro al lavoro, c'è possibilità di vita e futuro anche in una terra mortificata come il Molise. Questo vogliono i cittadini, altro che austerity a buon mercato!

Non ha torto chi obietterà che l'età avanzata non può essere considerata un limite, ci mancherebbe: l'età è sostanza (l'elenco dei Maestri da citare è infinito, per fortuna). Se Frattura si fosse avvalso dell'immensità insostituibile di Umberto Eco, un'analisi del genere non esisterebbe. Ma nel caso di specie, ha tutto questo fondamento la ricorrente parola "guru" (con assoluto e pieno rispetto per la sua storia professionale e sicuramente anche personale) accostata al prescelto? Se un promettente Umberto Eco in Molise c'era, dopo l'incarico a Passarelli ha fatto valigia ed è andato via. Anche lui.

FiliNemo

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Il presidente della Regione nomina tra i suoi consiglieri Pasquale Passarelli che voci di corridoio vogliono imposto da Patriciello. Ruolo con rimborso spese per accreditare l'austerity di Palazzo e non creare nessuna opportunità di occupazione per professionisti giovani che l'attendono e la meritano. Da giorni nuova bufera sul governatore.

 

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