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14-06-2015, 18:48 • Venafro • Ambiente

Hera Ambiente, dica la Regione Molise da che parte sta

Le Mamme per la salute, il Wwf e il Consorzio di bonifica della piana di Venafro lamentano: "La società potrebbe smaltire il CSS, avente un minore potere calorifico, in modo da raggiungere il risultato di raddoppiare le quantità bruciabili"

È noto che è in corso la procedura di A.I.A. (autorizzazione ambientale integrata) per l'impianto di Hera Ambiente Spa in Pozzilli. Tale procedura, che deve essere conclusa entro il 7/7/2015, è stata resa obbligatoria dalla CEE per tutti gli impianti di incenerimento esistenti ed è finalizzata a confermare le autorizzazioni già rilasciate, previa verifica che siano utilizzate le migliori tecnologie esistenti, al fine di garantire la massima protezione dell'ambiente e della salute umana.

 Il 29/6/2015 si terrà la conferenza di servizi conclusiva.

La società ha tuttavia colto l'occasione per richiedere l'autorizzazione a modifiche significative dell'impianto: sfruttare la massima potenza dell'impianto (fino 49,9 MW) e smaltire un nuovo tipo di rifiuti, il CSS con codice 19.12.12, avente un minore potere calorifico, in modo da raggiungere il risultato di raddoppiare le quantità bruciabili, dalle attuali 93.500 tonnellate/anno a 157.329,6 T/anno- pari a 17,96 t/ora).

Questa tipologia di rifiuti si ottiene dal trattamento meccanico (vagliatura, pezzatura, triturazione) del rifiuto non pericoloso ed è costituito da tutto ciò che non può essere differenziato e riciclato e normalmente va in discarica. La qualità del CSS è determinata dal quantitativo ammissibile di cloro e mercurio. La società Hera chiede di bruciare il CSS fino alla qualità più bassa.

Non solo. La società vorrebbe che la sua richiesta sia accolta senza ulteriori indagini e valutazioni perché ritiene che le variazioni non costituiscono modifica sostanziale. Ma non è così.

Le modifiche che Hera Ambiente vuole apportare al proprio impianto le garantiranno enormi profitti, potendo bruciare tipi di rifiuti che fino ad oggi non ha potuto accettare ma che sono presenti sul mercato in gran quantità (si pensi alle discariche ormai in via di esaurimento, come quella di Roma). Quelle variazioni comporteranno l'incenerimento di quantità superiori del 70% quelle attuali, un nuovo tipo di rifiuto, ma soprattutto comporteranno un inquinamento significativo dell'ambiente e dannoso per la salute umana.

Basti osservare che l'attività finora svolta ha già determinato una situazione definita anche dalla società come "critica" per l'accumulo al suolo di mercurio e cadmio/tallio. La stessa Hera ha dichiarato di immettere nell'aria in un anno, con le quantità e tipologie di rifiuti fino ad oggi inceneriti, 17 mg diossina (PCDD+PCDF), 20g di IPA, 1 Kg di mercurio, 2 kg di cadmio+ tallio,  più di 122 tonnellate di diossido di azoto (NO2), più di 2 T di acido cloridrico, e via dicendo. Il carico inquinante aumenterà in maniera esponenziale qualora venissero autorizzate le modifiche richieste da Hera Ambiente e ciò sia per la scarsa qualità del nuovo rifiuto combustibile sia per le nuove e rilevanti quantità. Hera Ambiente non dichiara le quantità di CSS 19.12.12 che intenderà bruciare, non ipotizza quantità e qualità di emissioni, non vuole che siano valutati i rischi di tali emissioni.

La conferenza di servizi del 13/5/2015, come risulta dal verbale, ha ritenuto che le modifiche richieste da Hera Ambiente costituiscono modifica sostanziale e devono essere soggette a nuova procedura e alla valutazione di impatto ambientale. La società può essere autorizzata entro il 7/7/2015 solo per l'attività finora svolta.

A latere della conferenza sono successi fatti gravi che ci inducono a domandarci da che parte sta la Regione. Infatti con delibera n. 231 del 19/5/2015, rinvenibile sul sito della Regione, la Giunta Regionale ha deciso di "rimettere al servizio proponente ai fini di una più approfondita analisi"  il documento istruttorio proposto dal Servizio Tutela ambientale della Regione, nella persona del suo Direttore ing. Luigi Vecere e del responsabile del servizio dott.ssa Giuseppina Baranello .

Con tale documento il Servizio Tutela ambientale, già presente nella conferenza di servizi, ritiene che le variazioni proposte da Hera Ambiente non costituiscano modifica sostanziale e propone di accogliere tutte le richieste della società e (udite,udite!!) di adeguare la polizza fideiussoria al 50% di quanto dovuto in base alla quantità di rifiuti totali da incenerire.

È evidente che il servizio di tutela ambientale e la giunta regionale vogliono condizionare la conferenza di servizi e ribaltare le decisioni che sono state già prese, e anche accettate dalla stessa azienda.  Con quanta sollecitudine e tempismo sono intervenuti la delibera di G.R. e il documento del Servizio Tutela Ambientale!

Quanta attenzione è invece accordata alle preoccupazioni dei cittadini che da tempo denunciano il diffondersi di patologie e tumori che colpiscono ormai prevalentemente giovani e bambini. E con quanta serietà vengono prese in considerazione o almeno lette le osservazioni presentate, tra gli altri, dal WWF e dall'associazione Mamme per la Salute e l'Ambiente Onlus, pertinenti dal punto di vista tecnico, giuridico e sostanziale.

Che fine ha fatto l'obbligo istituzionale di tutela dall'inquinamento, di applicazione dei principi di prevenzione e precauzione, di legalità e correttezza? O forse il Servizio di Tutela Ambientale ritiene più importante l'interesse privato ed economico dell'azienda rispetto al diritto alla salute e a un ambiente sicuro?  

Che garanzia di imparzialità e legalità può darci il Servizio di tutela ambientale della Regione Molise? Come può rappresentare gli interessi dei cittadini?

Ci aspettiamo che la Giunta Regionale prenda pubblicamente le distanze dal documento istruttorio del Servizio di Tutela Ambientale e chiarisca ai cittadini da che parte sta.

 

Wwf, delegazione regionale

Mamme per la salute e l'ambiente onlus

Consorzio di bonifica della piana di Venafro

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