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27-12-2013, 16:22 • Bojano • Arte

Il museo di Baranello, tesoro molisano tutto da scoprire

Uno dei luoghi da scoprire all'interno della nostra regione è senza dubbio il museo civico "Barone" di Baranello.
Numerosi sono gli studiosi e gli appassionati che decidono di visitarlo, visti i numerosi oggetti rari e di valore che sono collocati all'interno. Situato proprio nel tessuto urbano baranellese lo splendido scrigno di reperti storici rappresenta un privilegio per la comunità che meriterebbe di essere maggiormente valorizzato da parte dell'ente regionale.
L'impegno dell'amministrazione comunale Maio in tal senso non manca, ma le scarse risorse economiche che attanagliano i piccoli enti non permettono importanti finanziamenti. Seppur l'amministrazione baranellese con le risorse a disposizione ne permetta l'ordinario funzionamento (sono diverse le visite settimanali) un fattivo contributo economico da parte dell'assessorato regionale alla cultura o al turismo permetterebbe al sito di essere valorizzato e maggiormente pubblicizzato.

Il museo amato e visitato più volte anche dal critico d'arte Vittorio Sgarbi è stato progettato dall'architetto Giuseppe Barone che esercitò la sua importante formazione professionale presso le scuole della "Società Centrale Operaia Napoletana" attraverso l'opera di insegnamento del disegno applicato alle arti industriali e si colloca all'interno di un contesto storico e culturale denominato "Eclettismo Storicistico".
Stiamo parlando della seconda metà dell'800, con l'ex palazzo comunale che al suo interno, nella parete destra della scala d'ingresso, presenta ben quarantacinque quadri e sculture tutte catalogate e redatte dallo stesso donatore Giuseppe Barone. Si possono intravedere eccezioni rare come il grande quadro ad olio su tela di Luca Giordano del 1747, il quadro ad olio di Francesco Solimene, ossia "l'Assunzione di Maria in Cielo", "Il Bosco di Fontainebleau" che è uno stupendo quadretto ad olio legato su legno firmato Giuseppe Palazzi a Parigi nel 1847 ed uno dei più belli in assoluto che è "Il mangiatore di prosciutto", una mezza figura di scuola olandese con olio su tela in cornice nera. Nel corridoio d'ingresso è, invece, presente un quadro con riproduzione fotografica di una cattedrale stile Cinquecento progettata dallo stesso architetto e premiata a Roma nel 1878 in occasione dell' esposizione cattolica.
Altre particolarità sono quelle che si trovano nella scalinata d'ingresso con attoncelli in maiolica policroma di Persia, Rodi e di antiche fabbriche napoletane con ai piedi della finestra vari oggetti come l'urna cineraria (ancora conserva le ossa ed i vetri del tempo antico) e tubi di piombo (fistule) provenienti dal sito archeologico di Altilia.
Il museo nella seconda edizione nasconde anche ceramiche greche ed i primi vasi dipinti vennero fuori dagli scavi in Etruria e successivamente ad Agrigento, Taranto e Nola. Tanti sono ancora gli oggetti di valore all'interno del museo "G. Barone" che attraggono diverse persone a visitarlo e che meriterebbe un'attenzione particolare per divenire un luogo di turismo storico- artistico per il Molise centrale.
Massimiliano Venditti

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