Dopo l'assoluzione Petescia e Papa all'attacco: denuncia a Frattura e Di Pardo per calunnia • Prima Pagina Molise
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05-05-2017, 19:12 • Campobasso • Cronaca

Dopo l'assoluzione Petescia e Papa all'attacco: denuncia a Frattura e Di Pardo per calunnia

la conferenza stampa della giornalista Manuela Petescia con gli avvocati Paolo Lanese e Erminio Roberto.
la conferenza stampa della giornalista Manuela Petescia con gli avvocati Paolo Lanese e Erminio Roberto.
"Una cena inventata di sana pianta, inventata perché determinasse l'uscita di scena, il crollo umano e professionale, di due persone scomodissime: il magistrato che indagava sulla Biocom e la giornalista che mandava in onda a reti unificate i suoi affari".  Il giorno dopo la sentenza di Bari, che l'ha assolta dall'accusa, insieme al magistrato Fabio Papa, di aver ricattato il presidente della Regione Paolo Frattura, Manuela Petescia è un fiume in piena. Convoca la stampa in un albergo di Campobasso, ma ad ascoltarla per mezzora non ci sono solo giornalisti, c'è anche gente comune, amici e sostenitori. Al suo fianco gli avvocati Paolo Lanese e Erminio Roberto mentre lei attacca quelli che sono stati i suoi accusatori: il governatore e l'avvocato Salvatore Di Pardo.

"Frattura e il suo testimone - parte a gran voce - hanno agito con le spalle coperte e anche questa circostanza è già stata denunciata ed è già stata oggetto di indagine. Il loro è stato un racconto schizofrenico che è stato sbugiardato in aula dalla A alla Zeta". Quindi fa un passo indietro e ricorda quando l'inchiesta nei suoi confronti fu aperta: "Nel dicembre del 2014 - ricostruisce - il procuratore aggiunto di Bari Pasquale Drago ha in mano due denunce: la mia sulle risultanze del ‘Sistema Iorio' e una seconda, posticcia, e fatta da Frattura su quelle stesse risultanze. Drago cestina la mia denuncia, che era antecedente a quella del governatore, e consente l'apertura di un nuovo procedimento su quelle stesse carte manipolate e da me denunciate".

Un lungo passaggio è dedicato poi a due elementi chiave della vicenda: la denuncia presentata da Frattura 14 mesi dopo i presunti fatti (la cena a casa di Papa) e la mancata indicazione della data. "Tutto era basato su elementi completamente falsi - ribadisce la giornalista - che ancora più falsi si sono rivelati al termine di 15 mesi di un processo che non sarebbe mai dovuto nascere. La sentenza è chiara e non lascia dubbi; ora qualcuno deve chiedersi perché, sulla base di un racconto assurdo, sbugiardato già dalle indagini preliminari, si è arrivati fin qui".

Non mancano accuse a Di Pardo ("Un testimone per nulla puro e per nulla disinteressato") e un ringraziamento ai suoi avvocati ("Questa storia di miserie umane si è consumata in Molise nel silenzio di tutti e ne sono potuta uscire grazie al lavoro eccezionale dei miei legali Arturo Messere, Paolo Lanese e Erminio Roberto).

LA DENUNCIA PER CALUNNIA -
Durante la conferenza stampa la Petescia e i suoi avvocati hanno confermato che presenteranno nei confronti di Frattura e Di Pardo una denuncia per calunnia, ma hanno rivelato anche che la stessa denuncia dovrebbe essere presentata dallo stesso procuratore Drago. "Ricordo una affermazione di quest'ultimo - ha riferito il direttore di Telemolise - durante l'udienza del 9 marzo scorso quando, rivolgendosi al giudice che ha poi emesso la sentenza di assoluzione piena, disse: ‘Se ella assolverà gli imputati con formula piena, io quel giorno stesso prenderò la copia del dispositivo e iscriverò questi due signori nel registro degli indagati per calunnia. Questo è doveroso, automatico', ancora le parole di Drago".

i DIFENSORI -
Erminio Roberto ha comunicato che "c'è già un fascicolo aperto nei confronti di chi ha svolto le indagini". Lo ha detto in aula lo stesso Drago durante una delle udienze. Sempre Roberto ha parlato anche del possibile processo di secondo grado: "Come prevede il codice - ha ricordato - l'Appello può essere chiesto dal pubblico ministero, dal procuratore generale e dalle parti civili, anche se per queste ultime la richiesta  può essere ai soli fini del risarcimento del danno. Comunque noi non temiamo un nuovo processo". Infine ha rivelato che gli inquirenti hanno fatto un sopralluogo nella casa di Papa a gennaio di quest'anno: "Hanno visto che le cose descritte da Frattura e Di Pardo si potevano vedere anche dall'esterno".

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