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27-03-2017, 18:59 • Campobasso • Editoriale

Edilizia, settore al collasso e istituzioni ferme

L'immobilismo penalizza il Molise, danneggia le nostre imprese e lascia a casa i disoccupati edili

Una ditta di Napoli che si è aggiudicata due dei tre appalti sulla modernizzazione della tratta ferroviaria "Matrice - Bojano" per 23,5 milioni di euro, fin dal primo giorno di apertura del cantiere ha affisso all'ingresso il cartello «PERSONALE AL COMPLETO». Degli altri 67,5 milioni di euro appaltati e consegnati alle imprese aggiudicatarie tra giugno e settembre 2016 non si hanno notizie se i cantieri sono stati avviati e se i lavoratori edili del Molise sono stati assunti o meno.
Su questo tema ho protocollato una Mozione in cui evidenzio la perdita di 5 mila occupati su 10 mila e la cancellazione di 700 imprese su 1800 dal 2008 al 2015, sollecitando il Consiglio Regionale a trattare la crisi del principale comparto economico molisano e a contribuire alla soluzione dei problemi seguendo le buone pratiche di altri territori.
Se il Presidente del Consiglio Regionale e la Conferenza dei Capigruppo pianificheranno delle sessioni più ravvicinate delle sedute consiliari sarà possibile discutere della crisi dell'edilizia e chiedere alla Giunta Regionale le motivazioni sul mancato rispetto del Protocollo d'Intesa sottoscritto il 29 marzo 2016 con l'ANCE e con le organizzazioni sindacali di categoria FILLEA-CGIL, FILCA-CISL e FENEAL-UIL.
Il Presidente dell'Associazione Costruttori, Umberto Uliano, ha recentemente denunciato l'inerzia dell'Assessore ai Lavori Pubblici e del Governo Regionale, stigmatizzando la loro grave insensibilità verso il settore e riservandosi di chiedere lo spostamento del confronto sulla crisi del settore edile presso la Prefettura di Campobasso.
E' oggettivamente anomalo che la Regione Molise non abbia individuato un proprio funzionario da nominare nel giro di un anno nel Comitato Tecnico riportato nel Protocollo d'Intesa del 29 marzo 2016, e che resta inerme al cospetto di gare al ribasso vinte da imprese esterne che arrivano in Molise con il proprio personale e non assumono nemmeno un disoccupato che fosse uno.
Le Istituzioni hanno il dovere di sostenere il tessuto produttivo locale nel rispetto delle leggi e valorizzando il dialogo sociale e gli strumenti della bilateralità e della concertazione. Non farlo penalizza il Molise, danneggia le nostre imprese e lascia a casa i disoccupati edili molisani.

Michele Petraroia

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