Bollettino della neve e dei disagi • Prima Pagina Molise
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07-01-2017, 15:58 • Campobasso • Politica

Bollettino della neve e dei disagi

La perturbazione era abbondantemente annunciata dai meteorologi ed i megafoni delle province di Campobasso ed Isernia tranquillizzavano i cittadini su un piano neve definito assolutamente efficiente. Sta nevicando da due giorni e la neve venuta giù in tutto il Molise è davvero tanta, ma questo non giustifica in alcun modo quanto sta avvenendo sulla rete stradale regionale ed all'interno di moltissimi Comuni che da due giorni sono letteralmente isolati. Nella provincia di Campobasso Futuro Molise fa l'elenco delle nove arterie provinciali chiuse ieri, Rai regione documenta che sulla S.S. Trignina sono rimasti bloccati al solito molti autotreni; L'Eco dell'Alto Molise informa che un'ambulanza è stata impossibilitata a partire da Castiglione Messer Marino per Agnone con conseguenti disagi per dializzati; Teleregione rende noto che il Poliambulatorio di Frosolone ieri è rimasto bloccato per ore senza che le ambulanze potessero uscire.
Le strade interne dei Paesi colpiti dalla perturbazione sono ricoperte da una coltre di neve molto alta e ad oggi nulla si è mosso almeno nell'apertura di varchi per garantire non diciamo l'uso dell'automobile, ma almeno il raggiungimento di punti di approvvigionamento di generi di prima necessità. Questo non è un bollettino della neve, ma di disagi gravi cui sono sottoposte le popolazioni soprattutto del Medio ed Alto Molise.
In una situazione del genere proviamo ad immaginare cosa possa accadere ad una persona che abbia un grave problema di salute, soprattutto in comunità nelle quali non esiste neppure la guardia medica. L'analisi della grave situazione che stiamo delineando sia chiaro che non ha alcuna vena polemica, ma l'unico scopo di garantire una riflessione su quello che gli amministratori locali hanno il dovere di immaginare per la sicurezza ai cittadini.
Siamo sicuri che il primo appunto di chi legge è la costatazione dei magri bilanci degli enti locali che non consentono l'utilizzo di mezzi più efficaci di quelli a disposizione. Al riguardo noi pensiamo che occorre rimodulare i bilanci in maniera da dare prevalenza alle esigenze più urgenti per le popolazioni.
Sappiamo tutti che talora si sperperano fondi ad esempio per feste e sagre nel corso dell'estate. Non è il momento di lasciare tali sostegni al contributo volontario di quanti sono iscritti alle Pro Loco o ad altre associazioni?
Le difficoltà di questi giorni devono farci riflettere anche sulla riorganizzazione della sanità in regione.
La rete ospedaliera può essere anche razionalizzata dove è possibile, ma occorre garantire servizi essenziali di pronto soccorso e per le necessità immediate in aree disagiate come quelle montane interne. Questo significa non solo mantenere nella piena efficienza ospedali interni come quello di Agnone, evitando, come ci pare stia avvenendo, di ridurlo unicamente ad una larva, ma organizzare una sanità territoriale capace di rafforzare il servizio di pronto intervento, di urgenza e di emergenza, immaginando diagnosi e cura sul territorio per i problemi meno gravi e per quelli cronici.
È chiaro a tutti, speriamo, che al di là di quanto previsto nel POS predisposto dal Commissario ad Acta, occorre dotare tutti i Paesi di una guardia medica efficiente e far nascere sul territorio strutture innovative come i Presidi Territoriali di Assistenza che non possono essere solamente i cosiddetti ospedali di comunità. Ovviamente per questo noi pensiamo, come abbiamo scritto già più volte con chiarezza, a servizi coperti dalla sanità pubblica. I disagi di questi giorni dovrebbero aiutarci ad immaginare una diversa organizzazione di tutti i servizi capaci di garantire sicurezza ai cittadini.
Ovviamente ci auguriamo che questo avvenga in maniera autonoma negli organismi di rappresentanza locali, ma la popolazione deve rendersi cosciente dei pericoli cui si può essere sottoposti dalle intemperie e spingere gli amministratori verso un miglioramento non più dilazionabile della qualità della vita che da noi ha ancora tante carenze.

Umberto Berardo

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