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09-06-2017, 10:48 • Bojano • Politica

Bojano, ennesima grana in Comune: la strana storia del garage del vicesindaco

A Bojano c'è una nuova grana, l'ennesima, per il sindaco Di Biase e per la sua maggioranza.

La vicenda stavolta è quella del garage del vicesindaco, vicenda che ha inizio anni fa e che negli ultimi giorni ha avuto un colpo di scena: il Comune ha disdetto il contratto di affitto perché l'edificio non è a norma.

La decisione però è arrivata dopo che il Municipio ha stanziato i soldi per far effettuare dei lavori e tenuto i mezzi comunali all'aperto e non nella rimessa che era stata appositamente affittata. 

Ecco, carte alla mano, le tappe della vicenda.

 

PREMESSE - Con una apposita determina del 23 novembre 2016 il comune di Bojano autorizza, mettendo a disposizione 5.200 euro la realizzazione di una parete divisoria in cartongesso nell'autorimessa a Campi Marzi. In città si vocifera che il locale del vicesindaco non risponda alle normative in materia di sicurezza e prevenzione incendi.

Il locale preso in affitto venti anni prima, era il 1996 e il sindaco era Luigi Amorosa (padre politico di Virgilio Spina) è intestato a Rosa Sanzari, madre del vicesindaco, "la quale interviene - si legge nei documenti - in nome proprio e dei figli, giusta delega conferita".

 

MEZZI TENUTI IN STRADA - Qualche cittadino nota delle stranezze: nonostante il Comune abbia a disposizione il garage si vedono i mezzi pubblici comunali (alcuni appena comprati e del valore di diverse migliaia di euro) parcheggiati sempre in balia delle intemperie dietro una vecchia scuola della città. Ci si comincia a chiedere perché non sono al solito posto. Gli addetti ai lavori dicono che si stanno facendo lavori di manutenzione ai locali dove vengono solitamente rimessi. Altri dicono che in seguito a dei controlli i locali non sono a norma.

Si comincia a vociferare di questa determina, ma nessuno riesce a vederla tanto che il Movimento 5 Stelle chiede dove si trovi il documento e anche come mai  sull'albo pretorio, alla voce "Determinazioni", manca il progressivo 113, mentre sono presenti il 112 e il 114 pubblicati entrambi il 25 novembre 2016. In seguito a questo episodio si scatenano veleni con il sindaco che convoca una riunione notturna della maggioranza e si cominciano a vedere le prime crepe con i tre dissidenti (Carmen Zuccarino, Roberta Scinocca e Silvio Perrella). Addirittura nella successiva riunione del Consiglio comunale, considerata la delicatezza dell'argomento, i lavori si svolgono a porte chiuse.

 

IL LOCALE NON A NORMA - Si arriva ai fatti di questi giorni. Con una nuova determina datata 29 maggio 2017 viene disdetto il contratto di affitto perché "dopo il sopralluogo di un tecnico incaricato ed abilitato in materia di prevenzione e sicurezza, il fabbricato di circa 400 metri quadri non risponde più alle normative di sicurezza e prevenzione incendi in materia di autorimesse per cui necessiterebbe di adeguamento normativo".

Ora in tanti fanno notare che la determina "occultata" prima di essere adottata avrebbe avuto la necessità di avere una richiesta specifica della Giunta che notoriamente fornisce gli indirizzi e poi provvede al controllo, oltre  ad una specifica richiesta di copertura finanziaria con apposito oggetto e non di "Interventi diversi per la manutenzione degli immobili" che chiaramente invece si riferisce agli immobili di proprietà comunale.

Anche la revoca della determina manca di una specifica direttiva della Giunta, che con questo comportamento sembra voler continuare a coprire la questione che travolge il vicesindaco. Una vicenda che, se non fossero stati accesi i riflettori in Consiglio comunale, sarebbe passata in sordina e con sperpero di soldi della collettività considerato che per legge i lavori strutturali di  un immobile adibito a locazione pubblica devono essere effettuati dal proprietario (il vice sindaco) e non dall'Ente.

I TANTI DUBBI CHE RESTANO - Molti i punti interrogativi che restano attorno alla vicenda: come sarà determinata la faccenda dei canoni mensili se i mezzi ricoverati sono fuori da oltre 8 mesi, senza che nessun provvedimento ufficiale abbia sancito la sospensione dell'utilizzo dei locali? (I mezzi sono stati collocati dietro la scuola elementare, attraverso un semplice ordine "a voce" e senza alcun provvedimento ufficiale, in modo tale da assorbire la responsabilità diretta e non da farla ricadere inconsapevolmente alla ditta affidataria??).

Se tutta questa storia si fosse verificata con la precedente amministrazione, cosa avrebbe fatto Virgilio Spina, che dal 97 invece di fare opposizione ha dispensato lezioni di etica e moralità in tutti i bar (considerati le sue sedi politiche)?

Cosa dice il sindaco Di Biase che nel suo programma aveva messo al primo punto la trasparenza?

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