Social network e innovazione digitale, Frattura: "Ecco come il Molise diventerà 2.0" • Prima Pagina Molise
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05-01-2014, 17:13 • Campobasso • Tecno/Scienze

Social network e innovazione digitale, Frattura: "Ecco come il Molise diventerà 2.0"

di Davide Vitiello

Un'inchiesta realizzata nelle amministrazioni pubbliche del Molise per comprendere come il Molise sta reagendo alle prospettive aperte nel mondo dalla rivoluzione pacifica e collettiva di internet e del web 2.0. Dalle grandi criticità che ostacolano il processo innovativo dell'information tecnology alle proposte per semplificare il rapporto tra Pubblica Amministrazione ed utenti attraverso l'uso dei social network. L'inchiesta parte oggi con l'intervista realizzata al governatore
Paolo Di Laura Frattura.

Può descrivere il suo rapporto personale con la rete e con i social network?
Prima che iniziassi l'esperienza di Governatore del Molise il mio rapporto con la rete era molto diretto e caratterizzato da una presenza continua sul mezzo. Oggi, a contrario, riscontro l'impossibilità di seguire costantemente ciò che accade sui social network, con la conseguenza di andare spesso incontro all'ira dei cittadini. Purtroppo non sono nelle condizioni di dedicare parti importanti della giornata ad internet. Dinanzi alle alternative disponibili ho capito che per comunicare fatti istituzionali il social network non è ancora il mezzo per me ideale.

Va detto però che nel corso della sua precedente esperienza di consigliere regionale di opposizione ha fatto molto spesso riferimento alla rete come importante strumento di confronto con i cittadini. Ricordo in particolare le sue parole di elogio al gruppo facebook "Unire il centrosinistra molisano". Come mai oggi la pensa diversamente da allora?

Il fatto di poter leggere quello che la gente pensa di te aiuta a crescere, a prescindere dal fatto che si tratti di un gruppo a favore o contro il centrosinistra o pro o contro Paolo Frattura. Nello stesso tempo è importante avere sempre la possibilità di poter puntualizzare punti di vista differenti dal tuo. Attualmente, per mancanza di tempo, non riesco materialmente ad essere presente su facebook o su altre piattaforme social.

Eppure stiamo assistendo ad una crescita continua di utenti sui social network. In Italia sono oltre 25 milioni gli iscritti a facebook. Ciò accade sopratuttto perché una parte crescente dell'opinione pubblica, non credendo più nei partiti politici, decide di rifugiarsi sulla rete per chiedere risposte direttamente ai propri rappresentanti eletti nelle istituzioni. Tiene conto di questo aspetto?
L'utilizzo della rete per questi obiettivi è fuori discussione. L'impegno del governo regionale è molto esposto sul lato della informatizzazione, non solo per ciò che concerne l'utilizzo dei social network, perché riuscire a dare una informazione diretta e immediata garantisce la possibilità a ciascun cittadino di valutare obiettivamente cosa il governo sta facendo e in che termini. In tal modo è possibile essere valutati dai cittadini per i risultati che concretamente si riescono a raggiungere. Questo è l'indirizzo che abbiamo scelto ed il fatto che tra le prime delibere adottate vi sia la messa in rete di tutti gli atti assunti dalla giunta regionale, è un banalissimo esempio del modo in cui intendiamo utilizzare internet come reale supporto di informazione e comunicazione, a maggior ragione in previsione
della prossima programmazione comunitaria nella quale il partenariato economico e sociale, grazie alla rete, potrà intervenire esprimendo idee, pareri e critiche. L'obiettivo fondamentale è rendere il più possibile partecipate le risorse da stanziare per i prossimi anni.
Dal punto di vista politico, penso che ci sia poco da aggiungere rispetto ad un fenomeno straordinario che per il nostro Paese è stato ed è il Movimento Cinque Stelle.

Sussistono in Molise problematiche che meriterebbero un intervento urgente del suo governo. Un esempio fra tutti è quello del "digital divide". Troppe aree della nostra regione ancora oggi vivono in uno stato di emarginazione e di esclusione digitale. Cosa intende fare il suo governo per dare soluzione a questo problema?

Intendiamo fare esattamente il contrario rispetto a quanto è stato fatto dai precedenti governi. Ciò significa ridurre notevolmente la spesa, efficientandola, con l'obiettivo di
raggiungere ciascun cittadino molisano, con una verifica adeguata dell'operato svolto. Il nostro obiettivo non è quello di fare proclami, ma bensì dimostrare che da qui a 12 mesi tutti i territori del Molise saranno raggiunti dalla copertura, tenendo presente che in parte lo si potrà fare in maniera fisica e in parte via etere. L'infrastruttura è già di proprietà regionale, si tratta di capire come mai alcune aree del Molise sono ancora oggi al buio e successivamente intervenire per assicurare adeguata copertura, senza trascurare l'importanza dell'assistenza all'utente, in grado di far crescere le opportunità nell'utilizzo
della rete stessa.

Oltre all'aspetto del digital divide c'è un altro problema fondamentale che interessa il Molise: gran parte della popolazione è composta da anziani. Ne consegue un evidente problema di approccio al mezzo internet. In che modo è possibile superare questo ulteriore ostacolo?

E' essenziale mantenere un adeguato equilibrio nei rapporti umani. L'opportunità di favorire un necessario percorso di formazione per poter raggiungere ciascun cittadino attraverso la rete deve essere contemperata alla eguale necessità di non disperdere la qualità dei rapporti umani, al fine di scongiurare l'isolamento del cittadino nella virtualità.

Per il futuro vi ispirerete ad altre regioni che hanno già da tempo implementato l'offerta di servizi tramite la rete o, al contrario, farete da soli?
Se è vero che utilizziamo la rete per creare opportunità, sarebbe un controsenso assoluto pensare di partire e fare tutto da noi. Il primo obiettivo è quello di riuscire a raccordarsi
con esperienze migliori che non siano solo le regioni, ma anche i comuni, le unioni dei comuni, le province. Oggi il tema fondamentale non è intercettare colui che possiede l'idea
migliore, ma avere la capacità di personalizzare il miglior servizio in funzione delle reali esigenze dei nostri cittadini, imprese e amministrazioni.
Lo spirito con il quale intendiamo partorire il progetto ambizioso "Regione Molise 2.0" è esattamente quello di importare quanto di meglio riusciamo a cogliere dagli altri con una puntuale e attenta capacità di personalizzare i servizi sul nostro territorio e per i nostri cittadini.

Veniamo all'aspetto relativo all'utilizzo del linguaggio sui social network. Si avverte sempre più tra amministratori ed esponenti politici la richiesta di una adeguata regolamentazione del linguaggio su internet. In proposito qual è il suo punto di vista?
Io penso che la sensibilità civica dovrebbe essere un elemento basilare del sistema democratico. E penso anche che più si riesce a condividere la quotidianità della persona, più si riescono a comprendere le oggettive difficoltà, per cui a quel punto prevale il buon senso. Non nascondo a volte il sentimento di mortificazione nel leggere post offensivi nei
miei confronti. In proposito, rispetto a qualcuno che in passato ha provato a giocare male su facebook, sono stato costretto a cancellarlo dagli amici.
La critica c'è, aiuta a farti crescere e migliorare, ma deve essere una critica leale e spontanea, con la possibilità del contraddittorio. Il confronto deve essere sempre diretto e
leale, sparare sulla Croce Rossa è molto semplice ma non serve a nessuno.

Un'ultima criticità rilevata è quella del sito internet della Regione Molise. In che modo intende semplificare l'approccio degli utenti al sito internet della Regione?

Non siamo contenti del messaggio che parte dal portale della Regione e siamo consapevoli che non c'è attualmente un volto più immediato per un'amministrazione dello stesso sito
internet. Anche su questo tema siamo pronti a ricevere idee e suggerimenti perché insieme si possa finalmente definire un portale degno, che sia in grado di comunicare in modo
semplice, rapido e immediato.

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