Il web prima di tutto: la rivoluzione del Movimento Cinque Stelle raccontata da Antonio Federico • Prima Pagina Molise
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11-01-2014, 15:33 • Campobasso • Tecno/Scienze

Il web prima di tutto: la rivoluzione del Movimento Cinque Stelle raccontata da Antonio Federico

Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Antonio Federico.
Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Antonio Federico.
di Davide Vitiello
Un'inchiesta realizzata nelle amministrazioni pubbliche del Molise per comprendere come la regione sta reagendo alle prospettive aperte nel mondo dalla rivoluzione pacifica e collettiva di internet e del web 2.0. Dalle grandi criticità che
ostacolano il processo innovativo dell'information tecnology alle proposte mirate a semplificare il rapporto tra Pubblica Amministrazione ed utenti attraverso l'uso dei social network. Dopo l'intervista al governatore Paolo Frattura questa settimana tocca ad Antonio Federico, giovane consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle.

Può descrivere il suo rapporto personale con la rete?
Come molti miei coetanei ho da parecchio tempo iniziato ad informarmi solo ed esclusivamente attraverso la rete, riuscendo a filtrare quella che è l'informazione di massa propriamente detta, o comunque ad averne una visione più critica.
La rete permette oggi una grande forma di aggregazione tra soggetti diversi, anche distanti tra loro, ma che attraverso i social network, facebook e i meet up, riescono ad essere in contatto per scambiarsi informazioni ed esperienze. Naturalmente tutto questo non può prescindere da un contatto diretto, fisico, che è poi alla base di ogni rapporto interpersonale: in fondo restiamo umani.
Da amministratore posso affermare che la rete è estremamente utile per reperire documenti, informazioni o anche pareri su determinati temi. Di certo bisogna favorire una più forte decartolarizzazione, incentivando l'uso di strumenti come la Pec per lo scambio e la condivisione di documenti ufficiali.

Su quali piattaforme social web è maggiormente presente?

Su facebook ho una mia pagina personale che è ormai da tempo diventata di "pubblico dominio" e dove non riesco più a pubblicare pensieri o fatti strettamente personali. Ho creato una pagina pubblica del mio profilo attraverso la quale cerco
di aggiornare i cittadini che vogliono essere stimolati a partecipare. Sono presenti poi diversi gruppi facebook e il blog molise5stelle.it che è la nostra finestra sul mondo, supportata da un forum realizzato da noi attivisti in regione per avviare le
discussioni sui vari temi di interesse generale.

Il Movimento Cinque Stelle ha fatto della partecipazione dal basso, mediante lo strumento della rete, la propria bandiera per la conquista del consenso. Per l'Italia è stata una scelta rivoluzionaria. Esistono in altri stati europei modelli antecedenti al vostro e ai quali vi siete ispirati?
Ci hanno spesso accomunato al Partito dei Pirati tedesco e ad altri movimenti del Nord Europa. Io credo che la differenza sostanziale è che noi non restiamo solo sulla rete, non siamo solo delle figure dietro a un computer che postano di continuo o propongono iniziative estemporanee. Abbiamo invece una forte rete sul territorio che si trasforma in assemblee, in banchetti in strada, in riunioni: insomma la componente umana resta imprescindibile.

Crede che il tema dell'e-government e in particolare dei servizi pubblici on-line possa trarre beneficio dal modello del web sociale o web 2.0?
Sono assolutamente convinto che per accrescere la partecipazione ed anche il senso critico dei cittadini, sia necessario utilizzare a fondo il web per poter creare concrete condizioni di democrazia diretta dal basso, permettendo ai cittadini stessi di partecipare con più incisività alle scelte delle comunità in cui vivono.
Alcuni esempi possono essere i bilanci partecipati, la mobilità partecipata, le consultazioni popolari sui temi di rilevanza territoriale in materia urbanistica o in termini di servizi. Insomma la possibilità di affiancare ad un'amministrazione
pubblica uno strumento come la rete non può far altro che migliorare le condizioni dei cittadini poiché le scelte effettuate non saranno di pochi, ma di molti, sviluppando quel concetto di intelligenza collettiva che è anche uno dei pensieri ispiratrici del nostro movimento.

Reputa necessaria una strategia a livello di Stato centrale per qualificare e rendere omogenei i servizi web 2.0 in ambito pubblico?
Sicuramente la migliore strategia è garantire un accesso gratuito alla rete ad ogni cittadino, affiancata alla completa copertura dell'Adsl a livello di territorio nazionale e liberalizzando l'accesso alle reti wi-fi.

Secondo il suo parere la Pubblica Amministrazione e la politica in Molise sono ancora in ritardo rispetto ad altre regioni italiane nella capacità di utilizzare i servizi web 2.0 per assicurare risposte ai bisogni dei cittadini? se si, quali azioni prioritarie occorrono per superare tali ritardi?
Ad oggi il Molise non ha uno strumento informatico semplice e diretto rivolto ai cittadini per permettere loro di capire in modo completo l'attività della Regione stessa e per renderli partecipi (ad esempio, facendo loro esprimere proposte o preferenze, in modo da poter portare nelle sedi di dibattimento anche le idee
della cittadinanza). Il portale web della Regione dovrebbe essere gestito attraverso dirette streaming ed archivio delle attività dei principali organi della Regione; la consultazione del calendario dei lavori, con tutte le attività di Giunta, Consiglio
e Commissioni; la realizzazione di un sistema di accounting per tutti i cittadini molisani, integrando una piattaforma tale da poter usufruire di tutti quei servizi che la Regione potrà erogare digitalmente; una sezione dedicata ad ogni cittadino e volta alla valutazione della qualità dei servizi, così da poterne evidenziare le criticità ed i punti di forza; integrazione di un sistema di chiamate VoIP per poter comunicare direttamente con gli operatori della Regione al fine di ricevere assistenza e
rendendo in tal modo veramente efficienti i servizi erogati dall'ente.

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