Micaela Fanelli e il web: "Lo sviluppo occupazionale passa anche dalla rete, ma serve più creatività" • Prima Pagina Molise
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19-01-2014, 11:58 • Campobasso • Tecno/Scienze

Micaela Fanelli e il web: "Lo sviluppo occupazionale passa anche dalla rete, ma serve più creatività"

Il sindaco di Riccia, Micaela Fanelli.
Il sindaco di Riccia, Micaela Fanelli.
di Davide Vitiello

Terza puntata dell'inchiesta realizzata nelle amministrazioni pubbliche del Molise per comprendere come la regione sta affrontando le prospettive aperte nel mondo dalla rivoluzione pacifica e collettiva di internet e del web 2.0. Dalle grandi criticità che ostacolano il processo innovativo dell'information tecnology alle proposte mirate a semplificare il rapporto tra Pubblica Amministrazione ed utenti attraverso l'uso dei social network. Proponiamo oggi l'intervista a Micaela Fanelli, Sindaco di Riccia e capogruppo del centrosinistra al consiglio provinciale di Campobasso.

Può descrivere Il suo rapporto personale con la rete?

Come tutti i mezzi, la rete può essere usata in modi positivi e non ottimali. Questa può apparire una ovvietà ma in realtà non lo è. Io sono del parere che bisogna evitare il portato di superficialità, la mancanza di responsabilità e di approfondimento che spesso deriva dall'utilizzo della rete. Una delle caratterizzazioni più negative alle quali purtroppo assistiamo oggi consiste in attacchi mediatici a donne impegnate in politica o in messaggi di stampo razzista che molto spesso, indirettamente, vengono amplificati dai media tradizionali.

Il Comune da lei amministrato ha attivato profili web 2.0 ? Se si, su quali piattaforme?
Direttamente l'amministrazione comunale di Riccia non ha né una pagina facebook e né un account twitter. Al contrario, come Sindaco ho sia un profilo facebook che twitter, dei quali non amo abusare per preservare la qualità dei messaggi postati. Il passaggio successivo sarà proprio quello di potenziare la comunicazione istituzionale del Comune. Una parte bella a attuale, che credo rappresenti un elemento significativo in tema di comunicazione pubblica, è l'utilizzo di sms telefonici con i quali l'amministrazione comunale informa puntualmente la cittadinanza sulla chiusura di una strada, la perdita d'acqua, la promozione di iniziative etc. Il prossimo passo, come ho già detto, sarò quello di dare al Comune ciò che attualmente transita sul sito internet e tramite la newsletter periodica, sistema quest'ultimo di approfondimento certamente economico ma non da intendere come strumento di comunicazione immediata. Puntiamo su diversi livelli di comunicazione che hanno il fine di intercettare il più possibile l'attenzione dell'opinione pubblica locale.

Qual è il target di un servizio web 2.0 secondo la sua esperienza?
Ovviamente la platea principale è quella del pubblico giovanile che però negli ultimi tempi si è ampliata enormemente. C'è un target di quarantenni e cinquantenni molto attivo. Non va considerato però solo l'aspetto quantitativo, il numero di "mi
piace" ad un determinato post per intenderci. E' la qualità del messaggio e il valore del feedback degli utenti a rappresentare il fattore più importante per il corretto utilizzo di piattaforme web 2.0 a fini di pubblica utilità.

Crede che il tema dell'e-government e in particolare dei servizi pubblici on-line possa trarre beneficio dal modello del web sociale o web 2.0?
Assolutamente si. Io credo che questo possa contribuire a rappresentare un sistema di valutazione della qualità della P.A. Sono convintissima che il corretto utilizzo del web possa migliorare la qualità di governo e l'erogazione stessa dei servizi
all'utenza. Tuttavia nella P.A. non siamo ancora riusciti a smaterializzare i dati. Passi importanti sono stati compiuti, penso ad esempio al sistema della posta elettronica certificata, ma il tema dell'e-government non si è ancora imposto come passaggio accessibile ai tutti i cittadini. L' obiettivo fondamentale deve essere l'ampliamento della cultura complessiva del web, costruire un mondo più semplice, più veloce e meno costoso.

Reputa necessaria una strategia a livello di Stato centrale per qualificare i servizi web 2.0 in ambito pubblico?

Innanzitutto manca ancora una base di prioritaria importanza: il completamento del percorso di infrastrutturazione con la diffusione della banda larga perché ci sono interi territori, e penso alle aree interne in particolare, privi di sistemi di connessione utili. Bisogna inoltre migliorare la percezione che nelle scuole si ha dell'uso di questi mezzi, educare i bambini all'utilizzo corretto del web. Questi programmi a livello centrale devono essere realizzati con maggiore pervasività. Mancano inoltre reati a mezzo internet, sistemi adeguati di tutele contro le truffe, un sistema normativo omogeneo in favore dell'e-government. La strada da percorrere è ancora lunga.
Aiuterebbe molto ad esempio un Ministero dell'Innovazione che riesca ad attuare politiche mirate nel campo. L'Europa in ciò sta dimostrando grande attenzione e nello scorso ciclo di programmazione economica e finanziaria ha investito molto sia
in favore di interventi materiali che immateriali. Dobbiamo continuare a stimolare, attraverso risorse comunitarie e statali, la nascita di imprese innovative nel settore del web. Le cose migliori arrivano sempre da chi ha capacità di immaginazione e
creatività e il sistema pubblico deve incentivare concretamente tali realtà.

Secondo il suo parere la Pubblica Amministrazione e la politica in Molise sono in ritardo rispetto ad altre regioni italiane nella capacità di utilizzare i servizi web 2.0 per assicurare risposte ai bisogni dei cittadini? se si, quali azioni prioritarie si dovrebbero compiere per superare tali ritardi?
Innanzitutto immediata concretizzazione delle misure del POR FESR in favore della banda larga, larghissima, nuovi sistemi di piattaforme telematiche. Starei molto attenta al ruolo e alle funzioni delle società parapubbliche che più che esser da stimolo allo sviluppo del mercato, si limitano molto spesso a congelarlo. Occorre perciò maggiore flessibilità e meno imbrigliamento burocratico. Sul POR FESR 2014 - 2020 individuerei delle misure dedicate a sviluppare ulteriormente la società dell'informazione attraverso la creazione di laboratori che sappiano diffondere la cultura telematica sana in modo tale che i ragazzi possano imparare a fruire e al tempo stesso a progettare e programmare nuovi strumenti.
Esistono finanziamenti che possono essere destinati alla modernizzazione delle scuole e alla creazione di laboratori, imprese start-up giovanili, infrastrutturazione telematica. E un altro aspetto da evidenziare è senz'altro la formazione nell'ambito della Pubblica Amministrazione dove purtroppo, anche a causa di dipendenti molto spesso non motivati, viaggiamo ultimi rispetto ad altre regioni d'Italia e d'Europa.

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