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01-03-2016, 18:43 • Campobasso • Università

Un corso contro le violenze di genere

L'Unimol ospita il momento di formazione voluto dalla consigliera di parità della Regione Molise. Perché, sostiene Giuditta Lembo, per superare gli abusi occorre un reale e concreto lavoro di rete

Il Centro di documentazione, ricerche e iniziative sulle culture di genere istituito presso l'Università degli Studi del Molise, frutto di anni di collaborazione tra l'Ateneo Molisano e l'Ufficio della Consigliera di Parità della Regione Molise Giuditta Lembo, in seguito anche alla sottoscrizione di una Convenzione tra lo stesso Ateneo e l'Ufficio di Parità, ha previsto la pubblicazione del bando relativo all'attivazione di un Corso di formazione per " Formatori per la prevenzione della violenza di genere".
A darne la comunicazione in una sua nota agli organi di informazione, è la stessa Consigliera Lembo, soddisfatta dell'iniziativa e che ringrazia il Rettore Gianmaria Palmieri, la professoressa Elisa Novi Chavarria delegata alle pari opportunità, nonchè il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione dell'Università, per la sensibilità e l'attenzione dedicate al tema della parità di genere ed in particolare alla violenza di genere. Il Centro è un'ulteriore iniziativa in linea con le tante altre iniziative poste in essere dall'Ateneo Molisano tra cui la nursery d'Ateneo che va incontro alle esigenze di tante mamme che con l'offerta di questo servizio , hanno la possibilità di conciliare vita lavorativa o studentesca con il lavoro di cura dei figli.
Il Centro di documentazione, ricerche e iniziative sulle culture di genere, tra le sue attività, in collaborazione con la Consigliera Lembo, ha elaborato il Corso di formazione per " Formatori per la prevenzione della violenza di genere", che vedrà coinvolti docenti dell'Unimol ed esperti del tema provenienti dalle migliori esperienze italiane. Un corso che ha tra i suoi obiettivi quello di formare esperti nella violenza di genere esercitata su tutti gli individui e gruppi, con particolare riferimento alla violenza sulle donne e minori e alla violenza domestica. Esso fornisce gli strumenti teorici e le tecniche professionali per aiutare le vittime di violenza ed è rivolto, in particolare, a soddisfare la crescente richiesta da parte di enti e strutture specifiche (in specie a seguito alla ratifica ed esecuzione della Convenzione di Istanbul: artt. 14 e 15, L. n. 77/2013) di operatori esperti in tale ambito. Il corso offre un' approfondita conoscenza sulle principali questioni inerenti la violenza di genere dal punto di vista teorico, politico, pedagogico, socio-assistenziale, psicologico e giuridico.
Il Corso di formazione per "Formatori per la prevenzione della violenza di genere" è articolato in 100 ore di attività di cui 60 ore di formazione in aula e 40 ore di tirocinio.
La domanda di partecipazione va inviata compilando l'apposito modulo allegato all'Avviso pubblicato sul sito www.unimol.it e va indirizzata al Direttore del Centro "Unimol Management" e fatta pervenire entro il 14 marzo 2016. Tutte le informazioni sono pubblicate sul portale dell'ateneo.

"La scelta del corso di formazione - precisa la Consigliera di Parità Giuditta Lembo - è scaturita dalla considerazione che la violenza contro le donne è un fenomeno multidimensionale e necessita, per un'adeguata presa in carico, di una formazione specializzata, che implica l'assunzione di un approccio di genere ma, soprattutto, una modalità organizzativa che metta in primo piano il lavoro di rete e la sua specifica modalità di intervento. In tutti questi anni, attraverso l'esperienza sul campo e il confronto con altre realtà, sia nazionali sia internazionali, e le ricerche finora condotte ciò che emerge con estrema chiarezza, quando si vogliono agire politiche di contrasto alla violenza di genere contro le donne, è la necessità di lavorare in un'ottica di rete tra quanti, a vario titolo, intervengono per contrastare il fenomeno. Indicazioni, queste ultime, contenute in tutte le raccomandazioni europee, ma anche quelle internazionali, emanate e/o ratificate in Italia negli ultimi venti anni, dalla convenzione CEDAW alla Convenzione di Istanbul, per citarne alcune: l'approccio adeguato alla lotta contro la violenza di genere e alle sue estreme conseguenze - stalking e femminicidio - è quello della condivisione della metodologia di accoglienza e dei percorsi di fuoriuscita dalla violenza, attraverso un reale e concreto lavoro di rete. Per raggiungere tale obiettivo, dal mio punto di vista e dalla mia esperienza ormai ultradecennale - precisa la Consigliera Lembo - occorre avere chiaro e portare avanti un obiettivo preciso: la costruzione di un linguaggio comune tra tutti gli stakeholders. Mettendo in atto prassi di questo tipo, si può dimostrare di aver recepito e di voler portare avanti la filosofia che ispira le politiche europee di prevenzione e sostegno".

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